Dove si impara ad andare sott’acqua

 

 

 

 

 

 

 

Fino a qualche anno fa la frequentazione di un corso di subacquea non era diffusa, pur avendo didattiche nate sul finire della guerra come FIPSAS (1942) o poco dopo come l’attuale Idea (1959). Si iniziava con maschera e boccaglio, qualche rudimento dato da un amico più grande in aggiunta a un pizzico di coraggio e spirito d’avventura. La linea di demarcazione la segnò Jacques Yves Cousteau rendendo il mondo blu accessibile anche a chi non aveva mai messo piede in acqua, nemmeno con il salvagente, attraverso i suoi emozionanti documentari. L’uomo aveva messo il primo piede sulla Luna, ma le avventure di Delemotte, Falco e Cousteau con l’equipaggio selezionatissimo della Calypso diedero vita a una rivoluzione epocale: la conoscenza di un mondo accessibile ai più e non solo per pescare, ma per conoscere le origini dell’uomo e l’altra dimensione, qui sulla Terra. Da quel momento l’interesse per le immersioni si diffuse velocemente promuovendo la nascita di molte scuole sub e l’apertura di diving sempre più attrezzati.

Anche il discreto numero di incidenti che occorsero agli incauti sommozzatori, diede il suo contributo alla nascita dell’esigenza di saperne di più sulle leggi idi fisica prima di andare in acqua. Attualmente il ventaglio di didattiche alle quali affidarsi, è ampio con differenze a volte molto piccole. Come orientarsi? A livello di diffusione FIPSAS e PADI risultano maggiormente presenti sul territorio nazionale, quindi sarà più facile trovare una scuola comoda da raggiungere dall’ufficio o da casa. Requisito imprescindibile infatti, è la frequenza costante ai corsi che prevedono sempre una parte teorica e una pratica direttamente in piscina, oltre alle uscite in mare a fine corso. Le differenze di metodo tra FIPSAS e PADI si sono assottigliate, almeno per quanto riguarda la struttura del corso, restano sempre più lunghi quelli della prima che propongono 6/8 mesi di piscina abbinata alla teoria. La diretta derivazione dalla formazione militare di FIPSAS, con allenamenti durissimi in acqua per sviluppare l’acquaticità a favore di una gestione dell’immersione ottimale, l’ha resa per lungo tempo difficile da approcciare. Grazie all’avvento di PADI soprattutto nei diving del Mar Rosso, primo paradiso raggiungibile, un numero elevato di persone potè cimentarsi nel cosiddetto “discover” vivendo l’emozione di una vera immersione senza alcuna preparazione. Da quel momento, con i corsi che garantivano il brevetto nell’arco di una settimana, esplose il fenomeno sub diffondendo rapidamente la passione per la subacquea. Nel tempo le due didattiche si sono avvicinate molto pur mantenendo un approccio caratteristico: centrato sulla sicurezza data dall’allenamento costante e impegnativo che porta alla corretta gestione dello stress per FIPSAS, la profonda conoscenza e applicazione di standard fissi che se correttamente applicati prevengono il maggior numero di imprevisti per PADI.

Esistono a livello internazionale con sedi anche in Italia, HSA e NADD, organizzazioni specializzate nell’istruzione subacquea e accompagnamento in acqua di persone disabili che possono così vivere momenti unici da condividere con gli amici. “The Last but not the least” aspetto non trascurabile per la scelta della scuola è l’affinità con gli istruttori e gli allievi, trattandosi di un’attività ricreativa è bene ci sia un clima rilassato e di svago non solo impegnativo, che preluda a future piacevoli uscite di gruppo.

Questo sito utilizza i cookies per migliorare il servizio offerto. I cookies impiegati sono solo quelli essenziali per il funzionamento del sito e sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookies e come cancellarli leggi la direttiva europea.

Accetta i cookies da questo sito

EU Cookie Directive Module Information