Didattica o istruttore? Scuola o diving?

Ritorno sull’argomento didattiche e luoghi ove imparare ad andare sott’acqua, per completezza e in risposta a diverse osservazioni che sono emerse da un vivace gruppo che ci segue su Facebook.

Prima di tutto desidero chiarire con quanti operino in didattiche diverse da quelle citate, che non c’è stata alcuna scelta specifica, se non citare le due più conosciute per esemplificarne le differenze più eclatanti agli occhi di chi debba ancora iniziare. In effetti ce ne sono molte, da non confondere con le “scuole sub”: FIAS distribuita su tutto il territorio nazionale, SSI prima a introdurre il digital training, NASE con una grande esperienza proprio nella formazione di subacquei e nell’upgrade dei professionisti, SNSI nata specializzata nel nitrox, ha aggiunto nel tempo tutti i corsi base fino alla formazione di guide e istruttori, ANIS fondata da un gruppo di istruttori, PSS considerata leader per il costante aggiornamento tecnologico, PPS come NASE, con una grande esperienza nella formazione di subacquei avendo una vasta esperienza di collaborazioni con enti e aziende. E non sono ancora tutte, ma lascio a chi fosse interessato la libertà di spaziare sul web, sulle diverse riviste specializzate o di confrontarsi con qualche amico che già pratichi questo sport e meglio di chiunque altro potrà dare le informazioni necessarie. Analizzato il “come” si impara, rimane il dove: le scuole sub e i diving. Le scuole sono facilmente frequentabili durante tutto l’anno, i corsi più lunghi iniziano a ottobre e terminano a maggio, ma spesso rimane aperto l’accesso alla piscina durante i mesi estivi. Per i neo brevettati infatti è sempre consigliabile dopo gli esami che generalmente si svolgono nel mese di giugno, effettuare qualche uscita pre-vacanza o se l’esame si è affrontato durante la stagione più fredda, continuare la frequenza in una piscina per non perdere l’allenamento. Discorso diverso per chi abbia l’opportunità di conseguire il brevetto appoggiandosi a un diving: i corsi sono più brevi, ma non per questo superficiali o meno professionali e soprattutto c’è l’opportunità di immergersi presto, continuando magari appoggiandosi proprio alla struttura dove si è imparato, facendo gruppo con qualche compagno di corso. Il vantaggio di imparare in un diving è il contatto diretto immediato e costante, con l’ambiente acqua che viene amplificato nelle prove in acque libere.

Come, dove, “chi” ci insegnerà? La figura dell’istruttore è fondamentale per trasmetterci le nozioni base per immergersi, ma anche la curiosità e il divertimento che l’accompagnano. Si può scegliere l’istruttore? Non è così facile, sia che si tratti di scuola così come di diving, l’organizzazione della struttura, non permette di scegliere l’istruttore, un esempio l’ha fatto Daniele Bongiovanni proprio nella chiacchierata nel gruppo Facebook Subacquei, di solito comunque chi svolge questo ruolo è accompagnato da assistenti e ha buone dosi di empatia, disponibilità e una volta in acqua, la capacità di trasmettere tranquillità agli allievi più tesi. Quindi nessuna incertezza e un consiglio: non abbiate paura di fare domande, ammettere qualche timore o ripetere un esercizio più volte, vi state preparando a un’esperienza di divertimento davvero unica, vale la pena essere pronti.

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