Per caso, un giorno, sott'acqua

Questa settimana la nostra carrellata di testimonianze cambia rotta in tutti i sensi. Arriviamo alle Maldive con Simona per gli amici "Keke" Mauro, che partita come assistente turistica per Hotel Plan Italia e Best Tours Milano, all'Hilton Rangali, si è ritrovata a fare immersioni i insieme ai membri dello staff del diving Prodivers a Vakarufalhi, Hilton Rangali, e ancora Vakarufalhi, tutte nell'atollo di Ari

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Ti amo a -40 mt

Con l’intervista a Barbara Massarini, commercialista di Terni, iniziamo a raccontare le storie di chi ama la subacquea. Barbara ha iniziato ad andare sottacqua per amore del marito con il quale oggi, dopo diversi anni si attività, si immerge ancora con la passione dei primi tuffi

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Didattica o istruttore? Scuola o diving?

Ritorno sull’argomento didattiche e luoghi ove imparare ad andare sott’acqua, per completezza e in risposta a diverse osservazioni che sono emerse da un vivace gruppo che ci segue su Facebook.

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Dove si impara ad andare sott’acqua

 

 

 

 

 

 

 

Fino a qualche anno fa la frequentazione di un corso di subacquea non era diffusa, pur avendo didattiche nate sul finire della guerra come FIPSAS (1942) o poco dopo come l’attuale Idea (1959). Si iniziava con maschera e boccaglio, qualche rudimento dato da un amico più grande in aggiunta a un pizzico di coraggio e spirito d’avventura. La linea di demarcazione la segnò Jacques Yves Cousteau rendendo il mondo blu accessibile anche a chi non aveva mai messo piede in acqua, nemmeno con il salvagente, attraverso i suoi emozionanti documentari. L’uomo aveva messo il primo piede sulla Luna, ma le avventure di Delemotte, Falco e Cousteau con l’equipaggio selezionatissimo della Calypso diedero vita a una rivoluzione epocale: la conoscenza di un mondo accessibile ai più e non solo per pescare, ma per conoscere le origini dell’uomo e l’altra dimensione, qui sulla Terra. Da quel momento l’interesse per le immersioni si diffuse velocemente promuovendo la nascita di molte scuole sub e l’apertura di diving sempre più attrezzati.

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Relitti, Il fascino discreto della storia.

 

 

Sott’acqua alla scoperta dei relitti: navi sfortunate insieme al loro equipaggio che raccontano infaticabili pezzi della nostra vicenda storica. Raccontateci la vostra esperienza, così potremo creare una “guida” per chi ama questo tipo di immersione.

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SOTT’ACQUA CON DANIELE BONGIOVANNI, PRESIDENTE DEL GOGGLER CLUB MILANO

L’amore per il mare ha dato vita a scuole di subacquea che insegnano a immergersi nel migliore dei modi per attrezzatura e tecnica, ma anche con la consapevolezza di un meraviglioso mondo da conoscere e tutelare.  Daniele Bongiovanni ha perfezionato il suo “andare sott’acqua” con i Goggler, il club subacqueo più vecchio d’Italia che da oltre 65 anni cresce e forma subacquei secondo i dettami della didattica FIPSAS.

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In due è meglio

Chi viene con noi in acqua? Bella domanda: esistono due categorie di persone con le quali immergersi: i compagni di immersione e/o le guide.  Per i subacquei più esperti esiste solo la prima, a stento “reggono” la guida: ho sentito racconti al limite dell’horror su quello che alcuni miei amici decisamente esperti avrebbero fatto a una guida solo perché cercava di tenerli uniti al gruppo sott’acqua! Questo non significa che anche chi ha un bel numero di immersioni sulle spalle non possa godere di un sub che possa mostrare aspetti naturalistici e morfologici altrimenti trascurati o invisibili, o ottimizzare la gestione dell’immersione per renderla più interessante e godibile.

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Siamo pronti a entrare nella muta?

Di solito ci concentriamo sull’entrata in acqua: il controllo e l’adeguamento della nostra attrezzatura, come e con chi fare la prima immersione se da qualche tempo non ci tuffiamo, ma prima ancora dobbiamo chiederci “Nella muta ci sto?” soprattutto “Riuscirò ad entrarci?”

 

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A proposito di sicurezza...

 

 

 

Quanto è accaduto di recente a Chioggia, pone la nostra attenzione sulla pericolosità dell’immergersi. L’incidente subacqueo colpisce l’attenzione quasi come quello aereo; il motivo è facilmente spiegabile: in entrambi i casi ci si trova in un ambiente alieno “sospesi in aria” così come “immersi in acqua”. Pur trascorrendo 9 mesi di vita in un liquido infatti, l’acqua smette di esserci familiare alla nascita e per molti questa estraneità durerà tutta la vita.

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Perché immergersi?

Spesso ci viene posta questa domanda e d’inverno, me lo sono chiesto anch’io. Che cosa spinge diverse migliaia di appassionati ad affrontare la laboriosa vestizione, i trasferimenti sul punto d’immersione per una manciata di minuti sott’acqua? Le risposte sono molte. Il silenzio, quello assoluto è appannaggio degli apneisti che scivolano magicamente nel regno fluido confondendosi e diventandone parte; vederli è un’emozione e quell’unico soffice rumore dato dal tuo erogatore, ora ti sembra uno stridio, ma vale il sacrificio dato che ci regala una lunga permanenza in acqua (in effetti mediamente 30 minuti, ma sott’acqua sembrano durare di più). 

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SIAMO PRONTI AD ANDARE IN ACQUA?

 

 

 

 

Se è giusto e raccomandato controllare l’attrezzatura subacquea prima di affrontare un’immersione, altrettanto corretta deve essere la verifica del nostro stato di salute e “sportivo”. La preparazione deve essere costante per tutto l'anno e, prima dell'immersione, è bene evitare fumo, alcolici caffè e cibi pensanti

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  1. PRIMAVERA IN ACQUA

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