mal di schiena sulla neve

Arriva la neve, le vacanze di Natale ci portano lontano dalle città verso i luoghi delle vacanze invernali. Sport di stagione lo sci, lo snowboard ma anche il fondo, il trekking nella neve e sui ghiacciai, le scalate, lo slittino e tanti ancora. Purtroppo spesso l’effetto collaterale è un doloroso mal di schiena causato, oltre che dalle sessioni di sport, anche dagli sforzi per trasportare i bagagli, dalle ore in macchina e dall’escursione termica data dal passaggio da ambienti caldi a luoghi con temperature glaciali.

 

« Nel periodo invernale – spiega Gaetano Maci, chirurgo ortopedico presso Villa Erbosa Hospital (GSD) - sono frequenti gli episodi di sciatalgia o di lombosciatalgia acuta in particolare nei pazienti predisposti, scatenata da sforzi (valigie pesanti, guida prolungata) o il passaggio da ambienti caldi ad ambienti a basse temperature. Per “sciatica” o meglio sciatalgia si intende un dolore irradiato lungo il nervo sciatico o ischiatico. Si può estendere dal gluteo, lungo la regione posteriore della coscia, il poplite (area posteriore del ginocchio), il polpaccio, fino al piede. Il dolore è il sintomo principale ma spesso si associano formicolii, crampi, parestesie (alterata sensibilità) lungo il decorso del nervo. La causa più frequente è la compressione di una radice nervosa spinale (L4-L5-S1) per la presenza di una discopatia (degenerativa, protrusione discale, ernia discale)».

 

E infatti i soggetti più a rischio sono proprio quelli con familiarità per questo tipo di patologie discali, in particolare quando associate ad artrite, artrosi, diabete, osteoporosi, obesità, vita troppo sedentaria o al contrario lavori pesanti che prevedono sovrasforzi muscolari. Normalmente i consigli popolari dettano di applicare caldo o freddo (ma come schema mentale il freddo si può utilizzare nei traumi acuti mentre il caldo nelle fasi croniche). «I rimedi più efficaci per la sciatalgia –continua Maci - sono i farmaci antiinfiammatori, miorilassanti e una vasta famiglia di integratori, di cui una buona parte a base di vitamina B». Come norme di comportamento è bene mantenere una postura corretta eventualmente con l’utilizzo di un corsetto lombare, evitare sforzi o movimenti veloci ma anche il riposo prolungato, contrastare il freddo coprendo il tratto lombare, mangiare frutta, verdura e assumere integratori a base di vitamina B e praticare esercizi specifici praticati da un fisioterapista.

 

«Alla base di una tale sintomatologia – conclude lo specialista - potrebbe esserci una patologia compressiva di varia natura, di conseguenza, dopo una visita medica specialistica, gli esami consigliati sono la radiografia che ci permette di valutare eventuali deformità strutturali della colonna (scoliosi, spondilosi, spondilolistesi e altre). Eventualmente, come ulteriore indagine, va eseguita la risonanza magnetica lombo-sacrale per disegnare un quadro completo dei dischi, nervi, muscoli. Nei casi più importanti, è bene fare anche un’elettromiografia per valutare lo stato di sofferenza del nervo». Nei casi più gravi la sciatalgia è uno dei sintomi dell’ernia del disco. Infatti, il disco che fuoriesce dalla sua sede, comprime la radice del nervo provocando un dolore molto intenso. In questo caso va curata l’ernia con delle trazioni che allontano le vertebre diminuendo la compressione sul nervo o, se non basta, si deve rimuovere chirurgicamente il cuscinetto fuoriuscito dalla sua sede naturale.

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