Per l’estate 2014 l’uomo è colore

Il Pitti Uomo di giugno 2013 sarà ricordato come una delle edizioni più allegre. Infatti in Fortezza da Basso, e non solo, era tutto un esplodere di colori. E grande positività ha caratterizzato anche la sfilata di Stella Jean.

 

La stilista italo-haitiana ha presentato ieri la sua prima collezione uomo in un tripudio di colori. L’ispirazione viene da un insolito incontro a New York negli anni ’60 quando un un burkinabé, un haitiano e un cubano decidono di perdersi per le strade di Manhattan. Ne scaturisce un mix match fatto di pantaloni dove pappagalli blu si scambiano coccole su uno sfondo giallo, di giacche blu decorate con i disegni di tavole da surf il tutto condito con tante righe, di ogni spessore e colore, per cravatte, polo e camicie. E che sia la stagione del colore a tutti i costi lo ha ribadito anche la sfilata di kolor.

Il marchio giapponese fondato e diretto da Junichi Abe, che da sempre si è caratterizzato per le sue proposte monocolore, per la prossima estate osa particolari con fantasie floreali che si ispirano alla vegetazione delle Hawaii e delle foreste dell’Africa.

Dalle passerelle agli stand il caleidoscopio non si ferma. Uno su tutti l’allestimento creato da Fabrizio Sclavi per Pirelli PZero.

L’artista ha usato un edificio storico nell’area centrale della Fortezza da Basso, come tavolozza per dei viaggi fantastici. Una parete di ruote fronteggiava il visitatore e si trasformava con acrobazie di colori in un murales di pop art fatto di copertoni rotolanti e fiammeggianti da cui usciva una seduta anch'essa illustrata. Girando fra gli stand di Pitti Uomo la presenza del colore è prepotente in maniera massiccia anche per capi formali che da sempre hanno preferito toni più sobri.

Come ha fatto Aquarama che ha declinato il serioso blazer in delicate tonalità sorbetto come verde pistacchio, rosso fragola e arancione papaya.

Nelle proposte più casual Happiness ha presentato il suo pantalone tuta (visto indosso ad Avril Lavigne, David Beckam, Elisabetta Canalis per citare solo tre degli innumerevoli addicted che questo capo vanta fra rock star internazionali e principi arabi) in oltre quindici varianti fra cui l’animalier, camouflage e la trendissima stampa teschio.

Roy Roger’s gioca con i contrasti nei suoi trench realizzati con i tessuti da camiceria in cotone double dai colori a contrasto. Così quello madras, grazie a un particolare trattamento di impermeabilizzazione, si trasforma in un k-way doppiato jersey mentre la camicia western con sprone in cotone navy chiuso da bottoni in madreperla, diventa capo tecnico. Poiché è importante personalizzare il proprio look, il colore viene in aiuto anche a tutti quegli uomini che non vogliono osare ma vogliono caratterizzarsi.

Per tutti questi ci sono i mocassini di Raparo in coccodrillo tinto capo verde squillante o i cappelli di Barbisio nelle varianti giallo, rosso e blu cobalto.

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