Pitti Uomo 89: l'uomo veste a strati

In un momento in cui l’uomo moderno è sempre più globetrotter e i cambi climatici imprevedibili, il guardaroba maschile sta evolvendo per soddisfare le esigenze più diverse. Da un lato il bisogno di praticità e performance, ma senza trascurare l’eleganza e la possibilità di muoversi da occasioni più formali a momenti nel tempo libero

 

«Questo nuovo modo di vivere e lavorare – spiega Federico Poletti, direttore editoriale di Manintown magazine di lifestyle maschile online/onpaper – ha creato una nuova tendenza, ovvero vestire a strati. Per ottenere un look funzionale e armonico le aziende hanno realizzato capi che utilizzano filati leggerissimi, linee asciutte, in un gioco che lascia ampio spazio alle sovrapposizioni anche un po’ ironiche tra colori e motivi. Un mix che può conciliare sartorialità e sportswear». Tra le novità presentate a Pitti Uomo grande spazio alla camiceria che può essere declinato in mille fantasie o con rigore, dai classici di Bagutta, alle righe colorate di Capri, fino al modello destrutturato di Shirtstudio che prevede anche una ShirtJacket da indossare sopra la camicia. La ShirtJacket concilia i mondi giacca e camicia, creando un look and feel casual & easy chic. Un capo trasversale alle stagioni declinato con pesi e leggerezze differenti per affrontare con stile le situazioni climatiche e i contesti più diversi. E infine non mancano una serie di piumini ultra leggeri, che si possono ripiegare in borsa e possono anche scaldarsi grazie a una speciale tecnologia prodotta da Blauer. Maglie iper leggere e giacche maglia per Paolo Pecora, ideali da sovrapporre e da abbinare poi a un cappotto sartoriale o reversibile. E sempre nel segno dell’incontro tra sartoriale, tecnico con tocco artistico è la capsule collection di Herno in collaborazione con Pierre-Louis Mascia: capispalla dai materiali performanti, antivento e anti pioggia, imbottiti dal fitting perfetto, giacche d’ispirazione militare, cappotti reversibili che danno nuovo colore e calore alla stagione fredda. «La parola d’ordine per vestire questa tendenza – continua Poletti - è giocare con capi dalle anime differenti che si possono abbinare in strati e modi diversi per essere sempre stilosi nelle più differenti situazioni professionali e climatiche».

Per chi non se la sente di scegliere fra molti marchi può affidarsi a quelle aziende che hanno strutturato le proposte proprio per poter sovrapporre i diversi capi. Per esempio Harmont & Blaine abbina a un cardigan con cappuccio, una giacca in piuma ultra-light e camicia in cotone. Cucinell invece mixa giacche dal carattere più formale con denim e il pantalone sartoriale con T-shirt e maglie in cachemire. Infine Tardia illumina gli outfit più complessi con il dolce vita candido, ribattezzato “white neck”.

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