LADY DIANA, REGINA DI CUORI E DI STILE

Occorre attendere ancora un mese, esattamente Il 3 ottobre, per l’uscita in Italia di Diana, il film che racconta gli ultimi tre anni di vita della principessa del Galles, morta il 31 agosto di 16 anni fa

Sono usciti almeno 130 libri su di lei e da uno di questi, Diana: Her Last Love di Kate Snell, è tratto il film imminente, il primo che si preannuncia di qualità. Diretto da Oliver Hirschbiegel, (regista candidato all’Oscar nel 2004 come miglior film straniero per La caduta-Gli ultimi giorni di Hitler), l’attesissima pellicola avrà come protagonista l’attrice anglo-australiana Naomi Watts, che con un naso finto e ben quattro parrucche si è cimentata in un’interpretazione mimetica che i produttori sperano finisca in zona Oscar. Il film si concentra in particolare su due aspetti: l’impegno umanitario che pose la principessa in prima linea nella lotta alla povertà e la portò a incontrare personalità eccezionali come Nelson Mandela, il Dalai Lama e Madre Teresa di Calcutta e la poco nota storia d’amore con il medico pachistano Hasnat Khan (interpretato da Naveen Andrews, il Sayid di Lost) che venne prima di Dodi Al Fayed. Un amore importante che spinse Diana fino in Pakistan a conoscere la famiglia dell’uomo e che segnò la vita e le scelte future della principessa per sempre. Il film si chiude alla vigilia dell’incidente stradale mortale (così da evitare ogni tipo di polemica sulla presunta accidentalità), scena girata a Trieste, presso lo storico locale Caffè degli Specchi che è stato trasformato per l’occasione nell’Hotel Ritz di Parigi. Il resto della pellicola si svolge a Kensington Palace, la residenza di Diana, non quella vera ovviamente, ma nelle fedeli riscostruzioni nell’Hertfordshire, in Croazia e in Monzambico. In fatto di stile Diana era già una regina. La sua eleganza semplice e rigorosa fu forse il modo più visibile con cui la principessa ruppe i rigidi schemi della Royal Family. Dopo il divorzio da Carlo, dalle camicie a collo alto imposte dall'etichetta si aprì alla creatività dei migliori disegnatori di moda. Couturier e stilisti se la contendevano; tra essi più di tutti Gianni Versace, amico intimo, che la rivestì di glamour.

Naomi Watts sul set non è da meno. L’attrice inglese, infatti, ha indossato più di 100 outfit: alcuni riproducono fedelmente quelli più famosi della principessa che sono stati ricostruiti ad hoc dal costumista Julian Day, altri erano realmente appartenuti a Diana come i due modelli di Jacques Azagury, uno di questi indossato nel 1997 alla prima del Lago dei Cigni a Londra. Si vedranno anche abiti da sera di Versace, le camicie di Ralph Lauren che era solita portare nel tempo libero e nei viaggi fatti durante le sue campagne umanitarie.

Come accessori, quelli che hanno fatto storia come la D-bag firmata da Tod’s e la Lady Dior da cui Diana non si separava mai, mentre per le calzature primeggiano Salvatore Ferragamo e Jimmy Choo. A far da protagonista sicuramente le creazioni di alta gioielleria realizzate da Chopard. La maison ginevrina, infatti, ha messo insieme una selezione realista della straordinaria collezione di gioielli appartenuta alla Principessa. Spiccano gli orecchini di zaffiri ovali con diamanti incastonati che ricordano quelli abbinati all’anello di fidanzamento che oggi Kate Middelton ha la fortuna d’indossare e che un giorno il Royal Baby regalerà alla futura principessa.

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