Ferma il bastardo con Yamamay

Sensibilizzare, turbare, educare queste le finalità della campagna stampa di Yamamay che sta facendo parlare molto in questi ultimi giorni. Il claim, è “Ferma il bastardo”, ovvero denuncia, quell’uomo che ti ha ridotto a poco più che un oggetto da prendere, lasciare, riprendere e maltrattare.

«Abbiamo voluto – spiega Gianluigi Cimmino, amministratore delegato Yamamay – mettere a disposizione delle donne che subiscono violenza la nostra creatività e i nostri spazi pubblicitari per spingerle a denunciare». Ebbene si, perché il più delle volte le donne abusate, non solo subiscono ogni sorta di violenza fisica e psicologica, ma tacciono. Non denunciano in nome di quell’amore malato che le lega al proprio carnefice. Non denunciano per salvaguardare un uomo che usa le proprie mani non per sostenerle o accarezzarle, bensì per picchiarle. Non denunciano perché proprio grazie a un sottile gioco di offese, di accuse, di insulti messo in atto dal loro carnefice si sentono in qualche modo colpevoli, come se fosse colpa loro se il mostro che hanno vicino le picchia.

«Questa campagna – continua Cimmino – vorrebbe anche cambiare la mentalità dei maschi. Gli uomini sono ottusi e hanno in testa una grande confusione. La loro ignoranza è dimostrata anche dalle reazioni alla campagna». E i commenti sono lì, nero su bianco nella pagina Facebook o nel profilo Twitter dedicati. Tralasciando gli insulti alle donne, il succo di buona parte dei commenti degli uomini si può riassumere in un concetto: “proprio voi (Yamamay) che fate campagne stampa con modelle seminude e che producete abbigliamento intimo sexy (come se indossarlo fosse il tacito consenso a essere stuprate) fate una pubblicità contro la violenza?”. «Per diffondere il messaggio antiviolenza – prosegue il manager – oltre ai classici media, abbiamo lavorato moltissimo con i social network. Gli ultimi fatti di cronaca ci insegnano che una fotografia postata su Facebook è un grido d’aiuto che può sembrare più facile da lanciare di una denuncia. Anche se, non mi stancherò mai di ripeterlo, bisogna sempre denunciare». Della potenza delle Rete e dei nuovi mezzi con cui diffondere le notizie non ci sono dubbi. In poco più di una settimana la pagina Facebook dell’iniziativa (facebook.com/fermailbastardo) ha ottenuto 16mila like mentre oltre 2milioni di contatti hanno condiviso la notizia. Intanto si stanno già preparando i primi flash mob. In occasioni delle Vogue Fashion Night di Firenze (12 settembre) e Milano (17 settembre) si terranno, in Piazza della Signoria e in Piazza del Duomo, delle manifestazioni a sostegno della campagna. «Ferma il bastardo – rimarca Cimmino – non si limita a questa serie di iniziative ma continuerà nel tempo e non solo in Italia». Infatti sta per essere siglato un accordo con il ministero per le pari opportunità per poter inserire nella comunicazione il numero telefonico gratuito per il sostegno delle vittime di abusi e stalking, (1522, attivo 24 ore su 24). Inoltre, l’azienda sta operando nei paesi dove il marchio è presente per selezionare delle associazioni antiviolenza con cui stringere accordi per replicare la campagna italiana. Il primo paese dovrebbe essere la Spagna.

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