NUN - TASTE OF MIDDLE EAST, QUANDO CULTURA INTERNAZIONALITÀ E RISTORAZIONE SI INCONTRANO A MILANO

Via Lazzaro Spallanzani, immediate vicinanze di corso Buenos Aires a Milano, ci riserva una improvvisa simpatica sorpresa. Non eccessivamente ampia, luminosa e identificabile si apre la vetrina del Nun Taste of Middle East. Sin dall'inaugurazione mi piace immergermi in questa atmosfera culturale, etnica e di ristorazione decisamente particolare e giovanile

Come si è giunti a definire il biglietto da visita architettonico del locale?

Mi risponde Alberto, architetto, e uno dei soci fondatori: «Era nostra intenzione modificare anche dal punto di vista architettonico l'immagine offerta dai moltissimi kebab presenti a Milano, poco ordinati, con materie prime e prodotti sovente poco salubri». Il bianco delle piastrelle, il legno chiaro affermano sobrietà e classe. Il bancone centrale, infatti, favorisce la vivibilità del locale malgrado lo spazio limitato disponibile, garantendo nel contempo la circolazione ai clienti.

 

In che cosa consiste l'idea base del Nun?

Mi risponde Damiano: «Abbiamo stabilito di trapiantare a Milano trend della ristorazione già ampiamente affermati all'estero. Si è internazionalizzata l'offerta (modernizzando e miglioramento qualitativamente il classico panino con il kebab, proponendo altri prodotti provenienti dalle culture d'origine dei nostri soci),  formato e qualificato il personale tutto di seconda generazione dai Paesi d'origine dell'offerta alimentare. Infine, abbiamo proposto la scelta di consumare i prodotti con modalità prevalentemente take away».

A proposito di personale, quale sono le caratteristiche del team di soci?

«Tutti noi abbiamo hanno avuto esperienza all'estero, o provenendovi oppure avendo soggiornato per periodi più o meno lunghi». Per esempio, tra gli otto soci, quattro sono italiani e altrettanti di origine eritrea oppure iraniana, con esatta suddivisione tra maschi e femmine. In pratica, il Nun è un'iniziativa a parità di genere. Personale che si rivolge alla clientela in italiano e inglese, come dire internazionalità e team di lavoro ristretto, un’accoppiata vincente».

 

In questi otto mesi si sono osservate delle difficoltà?

«In realtà - mi risponde Damiano - il pubblico milanese ha reagito bene e si è creato uno zoccolo duro di clientela affezionata. Affluiscono, inoltre, numerosi stranieri attratti dalle recensioni sui social network. Abbiamo incontrato difficoltà, invece, per il fatto che tradizionalmente gli italiani preferiscono consumare ai tavoli piuttosto che tramite la modalità take away. Da questo punto di vista lo spazio è sicuramente insoddisfacente».

Nel prossimo futuro sono quindi previste delle novità?

«Accentueremo il carattere internazionale della comunicazione - ribadiscono tanto Damiano quanto Alberto - tra breve tradurremo i nostri menù in cinese e russo per garantire l'informazione più efficace possibile alla clientela in una Milano non solo internazionale ma anche multiculturale. Per quanto riguarda gli spazi, compiremo ogni sforzo per dotarci di locali adeguati nei quali la clientela possa soffermarsi e la cucina produrre più comodamente. Ancor più ci impegneremo a dilatare l'orario di apertura». Proprio per offrire alla clientela un servizio sempre più aggiornato e soddisfacente, il Nun rimarrà chiuso per l'intero mese di ottobre.

 

Una realtà quella del Nun Taste of middle east, quindi, in piena evoluzione, internazionale in una Milano che si aprirà all'Expò, pronta ad accogliere, tuttavia, le esigenze della clientela italiana.

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