It's all about experience

È estate, è tempo di vacanze per la progenie e come ogni anno scatta il delirio delle mamme che lavorano. Devastata dal senso di colpa, perché mollo Attila e Terremotina con la tata all-day-long, discretamente innervosita perché ogni luglio i presunti supporti si defilano, elaboro nuove strategie genitoriali. Perché diciamocelo, non c'è manuale che tenga né dichiarazioni d'intenti, qualsiasi planning si faccia va a scontrarsi con cause di forza maggiore. Io che della Mamma tigre non ho neanche la postura, che so perfettamente che i No aiutano a crescere e che mi ripeto quotidianamente che la Mamma perfetta non esiste, alla fine mi devo rassegnare e cercare di tamponare i buchi un po' di qua e un po' di là. Sì, sono una mamma che fa acqua da tutte le parti e non sto parlando di ritenzione idrica.

 

 

 

Tutto questo mappazzone di introduzione per raccontare la mia nuova strategia salva coscienza. Fermo restando che la personalità dei nani non la puoi mica cambiare ecco che la madre imperfetta investe sull'esperienza. Sì perché la vita insegna molto più di tante parole soprattutto se a dirle è una sull'orlo di una crisi di nervi. Ergo, mentre stavo vagliando le mille opportunità che Milano propone, vengo salvata in zona Cesarini grazie ad Mille emozioni per 2 di Emozione3, l'azienda specializzata in cofanetti regalo che fa parte del gruppo Wish Days la cui mission è regalare emozioni. 

Bingo! E quindi eccomi a raccontarlo e già che ci sono grazie per avermi infilato in questa avventura (www.emozione3.it). Ed ecco che un bel sabato mattina siamo pronti al via, zaino d'ordinanza, Signor Marito scatenato in raccomandazioni che il velista di famiglia è lui e un po' gli rode che a dare il battesimo velista ad Attila sia io, bacio a Terremotina che è ancora troppo mignon per venire. In formazione compatta partiamo alla volta di Finale Ligure porto dove salperemo per un'intera giornata a vela senza dimenticare il piccolo dettaglio che io soffro il mal di mare e piuttosto che stare in coperta vado in pellegrinaggio a Santiago de Compostela con gli infradito. Neanche il tempo di pensare che siamo già sulla banchina e Attila è già senza scarpe pronto a saltare sulla barca, vigliacco che si lasci mettere la protezione solare e sta già annientando la nostra skipper con domande a raffica che lei, si vede, vorrebbe partire per l'Uruguay. Ma visto che c'è speranza anche per i disperati imbarchiamo e siamo in compagnia di un altro tandem mamma+bimba che subito diventano la mia ancora di salvezza. grazie @guardache. Lasciamo il porto e mentre cerco l'orizzonte, non si fa mica così?, Attila sbrana a tempo di record, sì noi ci sappiamo distinguere sempre, il nostro aperitivo a base di focaccia ligure e incontra il suo nuovo mito marino: la Velella.

Adesso, alzi la mano chi sa cosa sia un Velella, che io non sarò un lupo di mare ma la Velella che è? Wikipedia santa subito http://it.wikipedia.org/wiki/Velella_velella e scopro che è un idrozoo coloniale che vive negli oceani preferibilmente nelle acque calde...ecco Finale Ligure mi sembra il classico esempio di località vista oceano.... Diventiamo subito amici della Velella, Attila passa l'intera giornata a chiedere di pescarne a secchiate...e nulla lo ferma nemmeno lo sguardo implorante del nostro mozzo... Naturalmente non usciamo dall'impasse idrozoico nemmeno a pranzo con menù ligure doc, la svolta arriva grazie alla nostra skipper, idolo incontrastato della giornata dalla pazienza biblica e impavida davanti alle 12mila domande dei nani presenti.

 Sono le tre del pomeriggio e la sopracitata super eroina lascia-dico letteralmente lascia- il timone alle bestioline under 18...mentalmente passo in rassegna le voci della nostra assicurazione mica che copre anche i danni alle barche a vela, già mi vedo in giudizio...e invece i nani si trasformano in capitani perfetti che Paul Cayard ai tempi del Moro di Venezia era un pivello a confronto. Rientriamo in porto per le 17, il tempo di un gelato che siamo già sull'autostrada. E come nelle favole vissero tutti felici e contenti perché, credetemi madri in cerca d'autore, alla fine è proprio vero non è la quantità ma la qualità del tempo che passi con i nani a fare la differenza!

p.s c'è solo una piccola controindicazione, Attila è rientrato in casa e la prima cosa che ha detto a Signor Marito-papà è stata "papà mi compri la barca a vela?"....liberi di immaginare la faccia del genitore...

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