Vinissage, i vini di Asti incontrano il mondo

Ho rispetto per Asti e la sua provincia, e la terra natale di mia madre, la conosco sin da quando ero bambino, non l’ho mai amata completamente, e forse questo mi porta pretendere da Asti tanto, di più di quello che la storia gli ha riservato fino a oggi. Ho vissuto la crescita negli ultimi trent'anni e posso parlare solo di questi. Asti mi ha mostrato un evoluzione lenta, un progresso solo a meta, un invecchiamento della popolazione e un abbandono ingiustificato della campagna, dell' agricoltura verso la ricerca di un posto sicuro, figlio di un impoverimento culturale che ha tagliato le gambe a una generazione di mezzo. Oggi nonostante il sistema agricoltura possa vantare del suo arco delle eccellenze, io credo che Asti e ancora molto indietro, nonostante con il Monferrato dal 2014 sia Patrimonio Mondiale Unesco

Potrebbe  essere la Brianza del Piemonte e invece è un territorio che nonostante la posizione strategica, si trova in mezzo tra Torino, Genova e Milano ed è circondata dalle più grandi province di Cuneo e Alessandria, si presenta al mondo con il freno a mano tirato, con ritardi strutturali, di formazione, di un tessuto sociale che con il taglio delle province e dei servizi la rende ancora più debole.

I vini hanno rappresentato e devono rappresentare in futuro, la risorsa principale su cui puntare, dove crescere tanto e meglio, troppi campanilismi, troppi consorzi che penalizzano più il prodotto che le tasche dei soci, basta vedere l'ingessatura che sta vivendo il Moscato, superato da vini come il Prosecco che hanno saputo fare squadra e presentarsi di più nel mondo, dove e necessario prendere la valigetta e andare a farsi conoscere. Questo rallentamento del Moscato si vive nelle cantine e nella produzione, forse servirebbe un autocritica da chi governa il Consorzio e magari un passo indietro, un cambio generazionale, e perché no, l' inserimento di figure operative, non persone che occupano gli uffici, ma persone dinamiche portatrici di idee giuste e tanto lavoro per ridare forza a un distretto quello del Moscato dai grandi numeri.

 

Se da una parte si piange dall'altra si ride il Barbera oggi e una grande realtà. Tante cantine astigiane producono di questo vino un eccellente qualità, non più un vino da tavola, da pasto per tutti i giorni, ma finalmente un prodotto che non ha nulla da invidiare ai più pregiati Nebbiolo e Barbaresco. Serve continuare su questa strada, serve un concreto aiuto della politica per tutelare il Vino, il territorio, la promozione, la tutela, la promozione che non deve essere solo quella del Barbera ma di Asti come brand, come storia, come cultura.

 

Alle aziende agricole spetta il compito di darsi una struttura, di diventare più commerciali, di essere presenti sul mercato con delle logiche di distribuzione e copertura del territorio prima quello nazionale e poi attraverso  l' estero, dove i margini di crescita verso il successo sono infiniti. Asti deve assolutamente essere un modello per il futuro, deve rivolgere l' attenzione verso il progresso in tutti i campi, la cultura, i diritti, all'integrazione, l'innovazione e la ricerca verso le nuove tecnologie, verso un rispetto dell' ambiente. Deve governare un territorio, anziché favorire il moltiplicarsi dell' offerta di prodotti scadenti che viene spacciata per progresso ma che invece ci distrae dalla nostra umanità, avvelenando la terra in cui viviamo, e questo vuole essere solo un campanello di allarme costruttivo per chi veramente vuole il bene di Asti e la sua provincia. Sono riflessioni che ho maturato dopo aver assistito alla conferenza stampa di presentazione  di Vinissage 2016, l' evento dedicato al mondo dei vini biologici, biodinamici e naturali che si terrà sabato 28 e domenica 29 maggio nell' area espositiva del centro fieristico Palazzo dell' Enofila. Questo è un evento da seguire, da spingere perché questa provincia e una delle poche che in Italia ha creduto e crede nel biologico molte cantine si sono convertite negli ultimi anni, e oggi la superficie vitata è una delle più importanti insieme a quelle di Sicilia, Puglia e Toscana. Vinissage quest'anno raggiunge il traguardo della doppia cifra, la decima edizione si presenta con una presenza importante di cantine piemontesi ma anche con una presenza completa di tutte le altre regioni italiane, segnale che l' evento non solo si e ritagliato lo spazio che merita ma può fare da capofila a un intero movimento. Non solo vini biologici nella due giorni astigiana, ma la presenza di molti prodotti dalle marmellate all'olio, dai formaggi di capra un’altra vera eccellenza da preservare, alle farine, dalle conserve alla pasta fresca. Viene proprio da dire non solo vino, ce n’è per tutti i gusti, persino per i vegani, una filosofia tanto di moda in questo momento perché sulla bocca di tutti, incontri, dibattiti, convegni, concerti musicali, il programma e ricco maggiori informazioni su www.vinissageasti.it  www.comune.asti.it www.astiturismo.it 

Questo sito utilizza i cookies per migliorare il servizio offerto. I cookies impiegati sono solo quelli essenziali per il funzionamento del sito e sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookies e come cancellarli leggi la direttiva europea.

Accetta i cookies da questo sito

EU Cookie Directive Module Information