Quattro chiacchiere con Carlin Petrini

L'incontro con Carlo Petrini fondatore di Slow Food  in occasione della presentazione della nuova edizione di “Buono, Pulito e Giusto” è un evento che va oltre il Salone del Libro. Carlin in modo pacato e, alternando alle riflessioni alcuni detti piemontesi, tocca tanti argomenti tutti di attualità, tutti fondamentali per disciplinare il mondo del cibo.

Nel duetto con Mario Calabresi, direttore de La Repubblica, Carlin inizia osservando che in questi 30 anni la comunicazione alimentare e molto cambiata. Alla fine degli anni ‘80 la moda comunicava in maniera importante, oggi la clessidra si e capovolta. L'attenzione al cibo è diventata impressionante, basta accendere il televisore in qualunque ora del giorno e della notte che trovi sempre qualcuno che spadella. Questo coinvolgimento sociale ha trasformato gli chef in star e in icone per il pubblico e per il marketing. Il fenomeno era nato sulle corde della gastronomia classica, la crescita negli anni la portato spostare il suo baricentro verso le biodiversità. Oggi abbiamo davanti a noi uno scenario impressionante, disastroso, in Siria manca il cibo, una parte consistente del pianeta e mal nutrita, questa e un ingiustizia sociale. Petrini sostiene che oggi la forza è la diversità, quella di culture, delle politiche, delle religioni serve la capacità di interpretare cosa si intende per buono, pulito e giusto. Ripete più volte in piemontese “esageruma nen” (stiamo esagerando) e porta alcuni esempi. “Nel settore lattiero – dice Petrini - i nostri allevatori sono costretti, per vendere, ad accettare un prezzo intorno ai 0,30 centesimi al litro, un trattamento così è insostenibile”. Continua Petrini dicendo che oggi “siamo di fronte una perdita delle specie autoctone, e questa è una iattura che il mondo deve evitare. Serve maggiore attenzione per l'ambiente, per la fertilità dei suoli. Bisogna contrastare la mancanza d'acqua, la produzione alimentare eccessiva, le emissioni CO2, molti di questi disastri sono causati dall’alimentazione quotidiana.

Poi, inevitabilmente, la domanda va sul Salone del Gusto e Terra Madre che saranno presentati questa sera alle ore 17,45 nell'aula magna dell’Università di Torino. Tante le novità. La prima, che già conosciamo, è legata alla location. Finalmente via dal Lingotto per fare ritorno tra la gente, nelle vie e nelle piazze più importanti della città e non solo. Saranno interessate anche la Reggia di Venaria, il museo Egizio, le Carceri. Insomma, una dimensione urbana per una formula già collaudata con successo a Bra con Cheese. La cultura del cibo è una cultura di condivisione, un aprirsi alla citta e un atto di grande audacia, che noi sosteniamo perché siamo certi che la grande macchina di Slow Food saprà accogliere al meglio i torinesi e i tanti ospiti da tutto il mondo. Infatti saranno più di 5mila le persone provenienti da ogni parte del mondo che verranno accolti nelle case dei torinesi. Queste solo alcune delle tante anticipazioni che verranno presentate oggi, non ci resta che attendere, la certezza è che Petrini e gli uomini e le donne di Bra sapranno ancora una volta offrirci un grande evento.

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