Leguminosa 2016: a Napoli vanno in scena i legumi

Non più grandi di una moneta, ma straripanti di energia come una supernova, i legumi sono un vero e proprio miracolo della Natura

 

La loro importanza nella dieta quotidiana è stata sottolineata non solo dalla FAO, che ha dichiarato il 2016 l’anno internazionale dei legumi, ma anche da SlowFood che torna a Napoli dal 4 al 6 marzo con Leguminosa. Si tratta di una manifestazione che si terrà nella centralissima piazza Dante e che vedrà, affiancati alla mostra mercato, momenti educativi, convegni, laboratori, workshop e showcooking.

«I legumi – illustra Flavia Correale, medico endocrinologo e dietologo – hanno un contenuto in termini di fitocomposti (composti biologicamente attivi di origine prettamente vegetale) forse tra i più alti e vari: non mancano di fibre, minerali, vitamine e oligoelementi. Non a caso IRAN (Istituto per la Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) nel suddividere tutti gli alimenti in classi di macro e micro nutrienti ne ha riservata una interamente ai legumi sottolineandone così, la varietà. In Italia per esempio i più comuni sono fagioli, ceci, fave e lenticchie. Tipici solo di alcune zone delle regioni centro-meridionali dello stivale sono lupini e cicerchie e di importazione orientale (anche se sempre più frequente sulle nostre tavole) è invece la soia».

Opportunamente combinati, i legumi possono essere alternati alle proteine della carne e delle uova tenendo presente che, mancando di alcuni aminoacidi “essenziali” presenti nelle proteine di origine animale, è buona norma, come indica la dieta mediterranea, associarli alla pasta. «Ciò che generalmente frena nel consumo dei legumi – continua la Correale - sono i cosiddetti "effetti collaterali", ovvero il meteorismo e la flatulenza originati dalla fermentazione batterica di due oligosaccaridi (stachioso e raffinosio) presenti nella buccia dei legumi. Quindi per limitare l'insorgenza di questi fastidi basta setacciare (non frullare) i legumi ben cotti. Comunque se ne sconsiglia l’uso nei soggetti con patologie intestinali croniche di natura autoimmune come la malattia di Chron o la colite ulcerosa o negli intolleranti alle fibre alimentari insolubili e nei portatori di favismo. I legumi sono invece consigliati ai diabetici, agli ipertesi, in tutte le forme di iperlipidemia familiare, alle persone anemiche e alle donne in menopausa, in gravidanza e, per le proprietà galattofore, anche durante l’allattamento». Essendo prodotti della terra, i legumi, sono privi di colesterolo e il loro contenuto di grassi, peraltro insaturi, è ridottissimo per non parlare dei benefici delle loro fibre che, non digerite, non solo attraversano lo stomaco attirando acqua favorendo il senso di sazietà ma agevolano il transito intestinale e alimentano i batteri che popolano l’intestino. Altrettanto importanti sono i fitosteroli (riducono l’assorbimento del colesterolo), i composti fenolici (antiossidanti contro i radicali liberi) e gli isoflavoni, definiti anche “fitoestrogeni” perché non solo sono in grado di avere effetti analoghi agli ormoni sessuali femminili riducendo i sintomi della menopausa, ma è stato dimostrato che in dosi massicce ridurrebbero il rischio di cancro al seno e alla prostata. Inoltre l’acido fitico riduce l’assorbimento dei carboidrati tanto da essere sfruttato in alcuni preparati a base di farina di fagioli per contrastare obesità e iperglicemia.

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