ALL’ESTERO IL PRANZO DI NATALE È MADE IN ITALY

Vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi, salumi e pasta saranno i protagonisti delle tavole nel periodo di Natale portando l’export alimentare del periodo a superare i 3 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

 

 

Il valore delle esportazioni di tutti i prodotti più tipici del Natale, dallo spumante (+19%) ai panettoni (+9%), ma anche i vini (+8%), la pasta (+7%) e i formaggi (+4%), è, secondo l’analisi Coldiretti “Il Natale sulle tavole degli italiani”, in aumento. Un record molto importante perché è stato ottenuto nonostante l’embargo della Russia che ha sancito a partire dal 6 agosto 2014 il divieto totale all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi.

 

A guidare la classifica di questo Natale all’estero è lo spumante italiano. Mai così tanti brindisi come quest’anno nel mondo saranno made in Italy con la domanda che è cresciuta in valore del 50% in Gran Bretagna e del 32% negli Stati Uniti che si classificano rispettivamente come il primo e il secondo mercato di sbocco delle bollicine italiane, le quali però vanno forte anche in Germania che si posiziona al terzo posto. E le richieste sono aumentate del 19% anche da parte dei cugini francesi. Nella classifica delle bollicine italiane più consumate nel mondo ci sono nell’ordine il Prosecco, l’Asti, il Trento Doc e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese. Quest’anno all’estero si stapperanno più bottiglie di spumante italiani che di champagne francese. Si tratta di risultati che trainano l’intero settore dei vini per i quali si registra complessivamente un aumento dell’8% in valore dell’export.

 

Ad essere molto richiesti sono anche i dolci nazionali come panettoni, altri prodotti della pasticceria tipica delle feste, in aumento del 9% in valore e la pasta con un +7%. Cresce anche la domanda di formaggi italiani che fanno registrare un aumento in valore delle esportazioni del 4%, ma addirittura del 31% per il pecorino e il fiore sardo.

 

«Il record fatto segnare sulle tavole del Natale straniere - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - è significativo delle grandi potenzialità che ha l’agroalimentare italiano che traina la ripresa dell’intero made in Italy. L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All'estero sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In questo contesto è particolarmente significativo il piano per l’export annunciato dal Governo che prevede per la prima volta azioni di contrasto all'italian sounding all’estero. A questa realtà se ne aggiunge però una ancora più insidiosa: quella dell’italian sounding di matrice italiana. Questo processo importa materia prima dai paesi più svariati, la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero made in Italy, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta».

Questo sito utilizza i cookies per migliorare il servizio offerto. I cookies impiegati sono solo quelli essenziali per il funzionamento del sito e sono già stati impostati. Per saperne di più sui cookies e come cancellarli leggi la direttiva europea.

Accetta i cookies da questo sito

EU Cookie Directive Module Information