Home Staging

Imbellettare casa per venderla presto e bene

Sull’onda del successo delle ristrutturazioni in diretta tv tornerà in autunno Extreme Makeover Home Edition Italia. Nonostante gli ascolti tiepidi delle due puntate pilota trasmesse su Canale 5 lo scorso inverno, infatti, l’azienda di Cologno ha deciso di confermare lo show condotto da Alessia Marcuzzi. I vertici dell’ammiraglia di Mediaset sperano che la nuova versione italiana possa raccogliere almeno una parte dei successi del programma originale nato negli Usa nel 2004 che ha vinto due Emmy (è stato uno dei più grandi successi di Abc di sempre).

Sugli schermi italiani, però i rifacimenti domestici non sono una novità. Infatti già da tempo Real Time, con Vendo Casa Disperatamente ha fatto conoscere al grande pubblico l’home staging.

Nel programma la conduttrice e agente immobiliare Paola Marella viene affiancata da architetti e arredatori per valorizzare degli immobili la cui offerta non incontra un’adeguata richiesta.

«Vendo Casa Disperatamente – spiega Paola Marella - che conduco da qualche anno, penso che abbia contribuito a far conoscere una professione, quella dell'home stager, che ha come obiettivo il miglioramento della casa per rendere più facile la vendita o l'affitto perché, a volte, abitare per tanto tempo la stessa casa fa perdere obiettività su ciò che si deve cambiare per migliorarla e, quindi, per venderla o affittarla più velocemente e al giusto prezzo di mercato».

La professione dell’home stager è nata negli Usa nel 1985 grazie a Barb Schwarz.

Barb è un’agente immobiliare che, quando faceva i sopralluoghi delle case da vendere o da affittare, si rendeva conto quanto queste fossero o in disordine, o disadorne, o troppo personalizzate dai gusti del proprietario.

«Quando vedevo certe case – spiega Barb – che rimanevano invendute per parecchio tempo mi chiedevo cosa potessi fare per aiutare i proprietari. Così ho usato la mia esperienza teatrale per trasformare la casa come se fosse un palcoscenico.

Da questa mia intuizione è nato l’home staging. Questa tecnica rende la casa elegante ma neutra in modo che gli acquirenti possano immaginare di vivere lì con le proprie cose.

Lo staging comprende la pulizia, l’imballaggio degli oggetti, la riorganizzazione e lo spostamento di mobili da una stanza all'altra, l’allestimento di accessori, e, qualora ce ne fosse la necessità, l’imbiancatura alle pareti».

 

In Italia l’home staging è arrivato agli inizi del 2000 ma è solo dal 2009 che è nata, a Roma, Staged Homes la prima associazione di chi svolge questa professione. «La nostra associazione – spiega la presidente Amy Lentini – organizza anche corsi per architetti, designer d’interni e agenti immobiliari». L’intervento di un professionista prevede un sopralluogo, un colloquio conoscitivo con l’agente e con il proprietario e la stesura di un progetto. «Le caratteristiche dei lavori di home staging – continua Amy – sono due: devono costare poco e devono essere veloci. L’importo dei lavori non deve superare l’1% del valore dell’immobile e la casa deve essere pronta in meno di una settimana».

L’home staging non si applica solo a immobili privati ma aiuta a collocare al meglio anche locali commerciali, alberghi o spazi dedicati all’intrattenimento e la ristorazione. «La grande sfida dell’home staging – spiega Rita Pederzoli, presidente e socio fondatore di Home Staging Italia, associazione che vede fra i soci anche Paola Marella – è andare oltre la preparazione scenica di un immobile. I professionisti della nostra associazione sono preparati per stendere un piano di marketing dei locali su cui devono intervenire. Quindi devono studiare il contesto geografico in cui l’immobile è situato e da questo ricreare le esigenze di un cliente-tipo. Per gli spazi commerciali facciamo anche una valutazione dell’offerta della zona e individuiamo ciò che manca. Così proponiamo diversi allestimenti a seconda della categoria merceologica di cui quel quartiere ha necessità».

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