Tra Arte e Moda nell'interpretazione di Ferragamo

Si apre oggi e sarà visitabile fino al prossimo 7 aprile, la mostra organizzata dalla Fondazione Ferragamo e dal Museo Salvatore Ferragamo.

Tra Arte e Moda analizza il rapporto e le influenze che queste due forme espressive si sono scambiate nella storia. Partendo dalla storia di Salvatore Ferragamo, che si ispirò al mondo dell’arte collaborando con molti degli artisti del suo tempo, la mostra rilegge la produzione di moda attraverso la lente delle contaminazioni artistiche. Questo progetto nasce dalla collaborazione con altre istituzioni culturali fiorentine: la Biblioteca Nazionale Centrale, le Gallerie degli Uffizi, il Museo Marino Marini e il Museo del Tessuto a Prato.

«Ogni nuova mostra – ha detto Leonardo Ferragamo - porta alla luce tutti i valori di mio padre Salvatore, gli stessi che ci ha trasmesso poi anche mia madre Wanda. In particolare per Tra Arte e Moda siamo orgogliosi per la rete di musei che siamo riusciti ad attivare».

Percorrendo la “mostra diffusa”, curata dalla direttrice del Museo Stefania Ricci insieme a Maria Luisa Frisa, Enrica Morini e Alberto Salvadori, si possono ammirare abiti, accessori, tessuti, opere d’arte, libri e periodici, fotografie provenienti da collezioni museali pubbliche e private, nazionali e internazionali, abbinate a opere d’arte contemporanea.

Il percorso della mostra comincia al Museo Ferragamo con il mondo delle calzature, e prosegue negli altri musei dove si potrà esplorare la relazione tra arte e moda nella stampa a partire dai primi del Novecento (Biblioteca Nazionale), l'Ottocento nella moda (Sala del Fiorino agli Uffizi), i tessuti d'artista firmati da nomi celebri come Lucio Fontana e gli arazzi (Museo del tessuto di Prato) e le collaborazioni tra artisti e moda (Museo Marini).

Tra le opere in mostra un décolleté di Salvatore Ferragamo ispirato alle opere dell’artista americano Kenneth Noland degli anni ‘50, l’abito realizzato negli anni trenta da Elsa Schiaparelli in collaborazione con Salvador Dalí, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, l’abito di Yves Saint Laurent, ispirato ai dipinti di Piet Mondrian dalla Fondation Pierre Bergé ­ Yves Saint Laurent, il corpetto in legno di Hussein Chalayan dal Kyoto Costume Institute e un abito di Jun Takahashi (Undercover) del 2005 proveniente da The Museum at FIT di New York.

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