“FEMINA”, IN MOSTRA LA SENSUALITA’ DELLE DONNE ANNI ’50

Capita raramente, ma accade. Il pubblico dei social network ogni tanto capisce la tua arte e ti premia aprendo strade inaspettate. Simona Bertolotto, nata a Torino il 21 aprile 1971, inizia, più per gioco che per altro, a postare nel 2011 su Istagram, sotto il nome di sissiotto, i suoi quadri

 Si tratta di foto femminili prese da giornali vintage che vengono poi elaborate. Il tutto creato e modificato sempre e solo dal telefono cellulare, grazie a determinate applicazioni che tutti posso scaricare con un semplice clik. Dalle sue elaborazioni viene fuori un mondo interiore in continuo cambiamento, un’anima sempre in movimento, senza regole. I quadri vengono creati inconsciamente. Segni ricorrenti come le gabbie, gli sguardi e i fiori posizionati sulla bocca, riportano tutti a un solo valore principe: la voglia di libertà, di evasione. «Io rielaboro immagini di donne prese dai giornali degli anni ’50 -spiega Simona- per far trasparire la sensualità di una bocca socchiusa e di un’accennata sottomissione nello sguardo, che oggi, purtroppo, non si trova più». Le opere piacciono e in pochi giorni Simona è seguita da più di 1500 follower, molti dei quali stranieri. Incoraggiata da loro e dalla sua continua creatività decide di andare avanti. Inizialmente pensa di costruire un sito web, poi l’idea di una sua prima esposizione personale in linea con l’innovazione delle sue creazioni. «La scelta del materiale su cui stampare le foto non è stata semplice - spiega l’artista - volevo qualcosa di innovativo, che desse profondità, luce. Qualcosa di sfuggente e mai uguale. Per questo ho deciso di riprodurli su specchio». Tutte le opere di Simona sono in edizione limitata “99+1”. Le 99 stampe, senza firma dell’artista, vengono valutate 300 euro mentre il valore della centesima lievita a 3000 euro perché vanta un’esclusiva firma dell’artista.

«Ho scelto un insolito modo di firmare le mie creazioni. La firma consiste in una performance nella quale io mordo lentamente il braccio dell’acquirente per trasmettere il dolore e l’inquietudine che traspare dai miei quadri- racconta Simona- Il tutto fotografato da un’istantanea che verrà appesa alla sinistra del quadro». Anche la location è controcorrente. Si è trattato infatti di una casa diroccata che sta per essere abbattuta. Nelle intenzioni dell’artista questo luogo, che da spazio chiuso con l’abbattimento si trasformerà in un prato, dovrebbe trasmettere l’emozione di libertà seguita al senso di oppressione. Emozione che viene percepita anche dal pubblico, che rimane sorpreso e rapito. lo spettatore entra nella performance dell’artista poiché Simone ha voluto che, le pareti bianche e cadenti, venissero ricoperte con scritte di commento alle opere.

La fase di istallazione della mostra, è stata funestata dalla morte dell’amatissima nonna di Simona, Elsa, suo punto di riferimento. Da qui la decisione di intitolare tutti i quadri con E iniziale del nome “Elsa” seguita da un numero. Tutto questo mi viene raccontato dall’artista nel corso della visita guidata della mostra. A riprova dell’affetto che continua a legare queste due donne, Simona mi mostra il suo nuovo tatuaggio. Il nome della nonna che si richiude intorno al polso come in un tenero abbraccio. Vi saluto con le parole scritte da Simona di fianco al quadro della nonna... “La morte non è niente, io me ne sono andata nella stanza accanto. Non è successo nulla. Tutto resta esattamente come era. Io sono io e tu sei tu e la vita passata, che abbiamo vissuto così bene insieme è immutata e intatta. Quello che siamo state l’una per l’altra, lo siamo ancora. Chiamatemi con il mio vecchio nome. Parlate di me con la facilità che avevate sempre usato. Non cambiate il tono della vostra voce. Non assumete un’aria forzata di solennità o di dolore. Ridete come abbiamo sempre riso degli scherzi che facevamo insieme. Sorridete, pensate e me e pregate per me. Fate che il mio nome rimanga per sempre quella parola famigliare che sempre è stata. Pronunciatela senza sforzo, senza che diventi l’ombra di un fantasma. La vita significo tutto ciò che ha sempre significato. E’ la stessa che è sempre stata. C’è una continuità assoluta, ininterrotta. Perché dovrei essere lontana dal vostro cuore dal momento che non sono con voi? Vi sto aspettando; da qualche parte, appena svoltato l’angolo. Va tutto bene!”

 

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