DIPINGERE CON GUSTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’inizio, era il 1500, fu Arcimboldo. Le sue "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro prodotti ortofrutticoli, pesci o uccelli collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, fecero scalpore in tutto il mondo. Oggi, che nell’arte tutto è stato sperimentato, il cibo torna a essere protagonista non più come elemento da ritrarre ma come materia prima per dipingere

 

 

 

Un esempio si è visto in agosto a Siena. Infatti, per la prima volta nella storia, il “drappellone” del Palio (il premio per la contrada vincitrice dell’Assunta, il 16 agosto) è stato dipinto con il vino, oltre che con i tradizionali colori. Per l’edizione 2015 l’incarico di dipingere il drappellone, conquistato in questa edizione dalla contrada della Torre, è stato affidato all’artista fiorentina Elisabetta Rogai, diventata famosa a livello internazionale per aver ideato l’EnoArte, la tecnica pittorica che impiega per dipingere il vino rosso. Nel Drappellone 2015 il vino è stato integrato da altri materiali e ha arricchito la dedica alla Madonna Assunta in cielo con contenuti allegorici che richiamano uno dei tratti più tipici dell’identità territoriale senese, quello della produzione agroalimentare e del secolare legame tra la città e le sue campagne.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche l’artista francese Vivi Mac ha usato il vino ma solo per dipingere Amy Winehouse. Infatti Vivi impiega materie prime diverse, che in qualche modo si legano al nome della celeb, a seconda del personaggio famoso che deve rappresentare. Così ha usato il cioccolato per Forrest Gump, la salsa barbecue per la Monna Lisa, una mela per Steve Jobs, erbe, dal timo all’origano, passando per qualche fogliolina che assomiglia alla canapa per Bob Marley e cubetti di ghiaccio per il rapper Ice Cube. Le opere sembrano macchie improvvisate sul tavolo di cucina, sui cartoni della pizza, o ancora sulla tovaglietta di un pub.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’artista iracheno Othman Toma, invece, rappresenta nei suoi quadri soggetti di ogni tipo, dalle tigri, ai monumenti, ai paesaggi fino ai ritratti, impiegando una varietà di colori, che ottiene semplicemente lasciando sciogliere i gelati. L’effetto visivo è molto simile a quello che si ha impiegando gli acquerelli.

 

 

 

Maria A. Aristidou, studia attentamente le miscele di caffè (ne ha create 5) così da avere diversi toni di colore per i suoi quadri. La pittrice cipriota ha iniziato a utilizzare il caffè per caso, infatti mentre sorseggiava la bevanda gli è sfuggita dalle mani la tazza che ha fatto una macchia sulla tovaglia. Da qui è nata la tecnica con cui oggi Maria dipinge personaggi famosi e della fantasia come protagonisti di favole o cartoni animati, replica capolavori e disegna paesaggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cibo oltre a essere materia prima diventa supporto. Infatti l’artista turco Hasan Kale riesce a dipingere a rappresentare i suoi paesaggi su dei pezzetti di cibo, tra cui arachidi, fagioli, bucce di cipolla, mini grissini, e persino pezzi di cioccolato e fettine di banana. L’artista, che ama rappresentare la città di Istanbul, per dipingere su queste minuscole tele, una finissima punta di pennello e una lente di ingrandimento.

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