bentornata frangia

Voi che portate la frangetta sull’onda delle ultime tendenze, fatevene una ragione. Ebbene si, la frangia che noi tutti crediamo sia una tendenza tipica degli anni 50-60, tornata prepotentemente sulle teste di vip e celeb in questa stagione, era già di moda millenni fa. 

 

Risale al 30 a. C. la prima documentazione riguardante al frangetta, un bassorilievo dove compaiono dei lavoranti con i capelli tagliati corti e frangetta. Ma fu Cleopatra a portare l’uso della frangetta fra i nobili, sfoggiando con sicurezza un taglio geometrico che ancora oggi è di gran tendenza e che continua a chiamarsi “alla Cleopatra”. Bisogna arrivare al III secolo per ritrovare la frangetta su una “testa nobile”, quella di Scipione l’Africano che veniva raffigurato, sulle monete, con frangetta leggermente bombata tagliata ad angolo retto sulle tempie.

 

Guardando le frangette di moda ai nostri giorni si vede come poco è cambiato nel tempo. Infatti è in tendenza il caschetto con la frangia realizzato per Louise Brooks, attrice americana del cinema muto, e che fu d’ispirazione anche per Guido Crepax, il padre di Valentina Crepax, eroina del fumetto erotico che oggi sopravvive nelle memorie di molti grazie alla sua acconciatura.

 

E la Pekaboo Bang, ovvero la frangia lunga che andava a coprire un occhio e che oggi si chiama Gringe? Fu lanciata negli anni Quaranta, da Veronica Lake, attrice statunitense di film noir. E parlando di frangetta non si può dimenticare Audrey Hepburn che lanciò il Pixie Cut con frangia scalata, che diventerà parte dello stile bon ton di cui l’attrice è un’icona e che trova la sua apoteosi in “Colazione da Tiffany” dove sfoggia un maxi chignon e frangetta. La frangia a cuore, o francese, fu lanciata da Brigitte Bardot che la portava voluminosa e bombata per far risaltare l’aria imbronciata ma sexy.

 

Mentre un evergreen come lo stile paggetto con capelli lunghi e lisci e frangia lunga erano i tratti distintivi di Marianne Faithfull, cantante, attrice e musa ispiratrice di Mick Jagger mentre la chioma riccia con frangetta, ancora oggi simbolo di trasgressione, entra nella storia del cinema con Maria Schneider di “Ultimo tango a Parigi”. «La frangia spiega Massimo Fedele, hair stylist del gruppo Ambassador Tricologica - è una particolarità che tutte prima o poi provano. In voga tra gli anni 50 e 60, fu portata da alcune tra le più belle attrici come Andry Hepburn e Brigitte Bardot al punto da diventare un vero e proprio fenomeno mondiale per le donne di qualsiasi età». A seconda del taglio e dello stile la frangia riesce ad adattarsi ai diversi tipi di viso. «Per un viso tondo – spiega Massimo -  ci sono sue opzioni. La frangia deve essere cortissima oppure corta ai lati che si allunga verso l’interno. Per alleggerire i lineamenti di un viso squadrato o triangolare è perfetta la frangia irregolare che lasci libere le tempie. Per visi ovali è indicata la frangia francese (così chiamata perché fu lanciata da BB ndr) ovvero corta al centro e scalata verso l’esterno. Infine per armonizzare i visi lunghi bisogna optare per il gringe, una frangia che supera la linea laterale della fronte e può fungere da ciuffo». Un errore comune a molte è pensare che una frangia lunga che tocca le sopracciglia metta in risalto lo sguardo. Niente di più sbagliato, infatti il punto focale si sposta sul naso e sulla bocca. La frangia dunque ha il potere di cambiare la percezione dei lineamenti e quindi deve essere sempre per fetta e ben curata. Così, in fase di manutenzione, è bene usare il phon senza spazzola, diffondendo il calore sulla frangia dalle radici alle punte. Per quanto riguarda i prodotti fissanti è meglio utilizzare le schiume perché non ungono i capelli. Infatti l’unico difetto della frangia è che si sporca più velocemente del resto della chioma e quindi va lavata quotidianamente. Per non bagnarsi i capelli tutti i giorni è possibile usare lo shampoo secco.

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